money-256319_640

Finanziamenti per la ristrutturazione della casa

La diffusione dei prestiti per i bisogni che non siano primari ha sempre più successo al giorno d’oggi. Sono sempre più le persone che ricorrono ai prestiti per spese che non sono di primaria necessità, ma che in ogni caso possono essere finanziate, basti pensare ai prestiti legati alla chirurgia estetica, a trattamenti di bellezza, all’acquisto di un automobile e via di seguito. Se siete alla ricerca di un modo per ristrutturare la vostra casa, basterà cercare la banca giusta a o la finanziaria corretta e potrete avere un prestito per rendere la vostra abitazione più confortevole in poco tempo.

Sono differenti le possibilità che avete ecco alcune delle più conosciute, ma sia online che no potrete trovare differenti opportunità.

Partiamo ovviamente dalla prima risorsa, trattando di finanziamenti su Internet: sono diversi i siti e le offerte disponibili su internet: si va da siti specializzati nella Cessione del quinto, a colonne storiche dell’intermediazione finanziaria online come Prestiti Italprest ai numerosi magazine online dedicati al settore Forex e Finanziamenti. Continua la lettura di “Finanziamenti per la ristrutturazione della casa”

Italia: un paese di dipendenti o di imprenditori?

italiaL’Italia è un paese difficile dal punto di vista lavorativo: per chi vuole tentare la strada dell’imprenditoria, entrano in gioco tutta una serie di tasse e balzelli in grado di scoraggiare anche la persona più ottimista, mentre per chi preferisce la tranquillità di un lavoro dipendente, c’è il fatto che la maggior parte dei contratti di oggi è a tempo determinato e che trovare il contratto a tempo indeterminato è una cosa più rara dell’oro (e, quando capita, potrebbe non essere proprio così sia perché si può comunque essere licenziati per riduzione di personale o in seguito alla chiusura dell’azienda). Continua la lettura di “Italia: un paese di dipendenti o di imprenditori?”

Capodanno 2016: il meglio in tutta Italia 

concertiCapodanno è un evento unico nel suo genere: salutare il vecchio anno ed accogliere il nuovo sperando che sia ancora migliore, divertirsi in maniera sfrenata con gli amici, con la famiglia o con il partner, davvero il top del top. Quali sono gli eventi in tutta Italia a cui poter prendere parte per vivere un 31 dicembre da non dimenticare? Continua la lettura di “Capodanno 2016: il meglio in tutta Italia “

L’Italia e il suo amore per l’ippica

animal-107806_1280La storia dell’ippica in Italia ha radici antiche che attraversano 4 secoli: è alla fine del ‘700, infatti, che possiamo far risalire la storia di questo sport che, ancora oggi, non manca di appassionare migliaia di persone in tutto lo stivale.

I primi passi in questo mondo sono stati compiuti da Vittorio Amedeo II, duca di Savoia, che aveva fatto arrivare alcuni cavalli da Annecy per conto del Conte Benso di Cavour. Questi puledri avevano come obiettivo quello di migliorare la razza di quelli già in possesso del Conte.

Le corse ippiche sono iniziate a diventare famose dall’inizio dell’800, con i nobili che si sfidavano al galoppo. Il primo “ippodromo” non ufficiale, su viali sterrati, fu quello dove si trova l’attuale Corso Buenos Aires. Continua la lettura di “L’Italia e il suo amore per l’ippica”

Ricette estivi imperdibili

D’estate non si ha sempre voglia di mangiare, è un dato di fatto. Vuoi per il caldo, vuoi perché non si ha proprio voglia di mettersi ai fornelli, mangiare diventa un po’ un dilemma.

Ecco, per chi non fosse soddisfatto, una bella selezione di ricette estive aiuta tantissimo a trovare cosa far da mangiare per tutta la famiglia, sia a pranzo che a cena. Continua la lettura di “Ricette estivi imperdibili”

Cucina Francese e cucina italiana a confronto, pro e contro

Quando si parla di cucina sono essenzialmente due le “scuole” che vengono subito in mente: quella francese e quella italiana. Quale delle due, però, è la migliore in assoluto? Quale è quella che ci “regala” il maggior numero di piatti gustosi e saporiti? Un confronto difficile, vediamo i pro e i contro di entrambe.

La cucina francese è caratterizzata da uno stile unico, da piatti assolutamente saporiti e al tempo stesso sani. In maniera particolare la novelle cuisine, quello stile culinario nato oltr’Alpe nel corso degli anni ’60 e ’70, si focalizza molto sulla bellezza dei piatti oltre che sul loro sapore. Possiamo senza dubbio dire che questo stile è il primo al mondo in termini di cura dei dettagli, tanto da aver influenzato anche altre cucine (tra cui quella italiana).

Il contro dei piatti francesi è che spesso sono ricchi di sale, salse e grassi. Ciononostante non è particolarmente difficile riuscire a trovare dei piatti salutari in Francia grazie all’ampia varietà di scelta. Uno su tutti è la ratatouille.

Venendo ora in Italia ed analizzando i nostri piatti tipici possiamo senza dubbio dire che “la salute viene prima di tutto”. I vantaggi della dieta mediterranea sono noti ovunque e l’Italia la rispecchia al 100%.

Tra olio extravergine di oliva, poche salse e condimenti sempre genuini, il cibo italiano è quanto di meglio si possa trovare per rimanere il forma.

Tra i migliori piatti italiani vediamo la pizza, nata a Napoli e oggi conosciuta ovunque, la pasta (come la fanno da noi non la fanno in nessun’altra parte del mondo) e la mitica “caprese”, un tripudio di mozzarella e pomodoro conditi con un filo di olio e basilico fresco.

E’ onestamente difficile trovare dei contro alla cucina italiana (e non solo perché siamo italiani). La varietà di ricette regionali che è possibile mettere in pratica anche a casa, la bontà degli ingredienti e il fatto che è possibile trovare dei ristoranti italiani praticamente in ogni città del mondo, rendono la nostra cucina la più amata di tutte.

Se proprio dobbiamo dare un voto, diciamo che l’Italia vince, a tavola, per 1-0 .

L’Italia in tavola. I cibi che ci rendono famosi nel mondo

L’Italia non è solo “pizza” e “mandolino” agli occhi delle persone che vivono all’estero. Sul nostro paese ci sono tantissimi luoghi comuni che è difficile sfatare, ma una cosa è vera: siamo rinomati, a ragione, per la nostra cucina.

Tutto questo è grazie ad una serie di cibi che ci hanno “copiato” e hanno portato all’estero, a cominciare dal risotto, originario del Piemonte. E’ preparato con il riso, ma quello vero ha una consistenza tipica che lo rende amalgamato ma non troppo asciutto, morbido ma non troppo liquido (altrimenti si finirà per avere solo una zuppa di riso). All’estero il risotto si vende spesso in buste preconfezionate, più facili da preparare.

Rimanendo tra i primi vediamo anche gli spaghetti. E’ vero che la pasta non è italiana, bensì cinese, ma nel nostro paese è stata ideata la forma dello spaghetto. La tradizione vuole, infatti, che questa tipologia di pasta venne pensata per la prima volta nel corso del 12° secolo nella parte sud del nostro paese.

Non possiamo non citare la pizza. Nata a Napoli, oggi questo alimento è realizzato con combinazioni di ingredienti diverse dall’originale (che era la Margherita, fatta con pomodoro, mozzarella e basilico) ma è sempre ben apprezzato. All’estero la fanno anche più spessa di quella classica italiana e “filled”, ovvero con il bordo rigirato su se stesso e riempito di mozzarella, peperoni, salsiccia e altro.

La mozzarella. Uno dei formaggi più versatili della cucina italiana, la mozzarella ha origine in Campania. Dalla mozzarella fior di latte, realizzata con latte di mucca, fino a quella di bufala, questo ingredienti può essere mangiato da solo, in compagnia di altri ingredienti (come i pomodori) o servire da base per piatti più o meno sofisticati (come la pizza, appunto).

Parmigiano reggiano, un altro dei formaggi classici della tradizione italiana. Realizzato nella zona di Parma, Reggio, Bologna e Modena, questo formaggio ha un gusto molto particolare ed è un ingrediente fondamentale in tante ricette italiane, sia di primi che di secondi piatti.

Chiudiamo con la Mortadella, originaria di Bologna. Si tratta di carne di maiale e cubetti di grasso, viene solitamente venduta anche con all’interno olive o pistacchi.

Pirelli: un 2014 da dimenticare?

Il 2014 per Pirelli non è stato sicuramente un anno tra i migliori. Nonostante sia ancora una delle marche leader di pneumatici nel nostro paese e all’estero, anche grazie al fatto di essere unica fornitrice di pneumatici per la Formula 1, per l’azienda guidata da Marco Tronchetti Provera l’anno che si sta appena concludendo non è andato sempre liscio.

Dal punto di vista delle azioni, ad esempio, abbiamo visto in questo 2014 un picco attorno ad un valore di 13 euro per azione toccato verso la fine di gennaio e un valore attorno ad 11 euro in questi ultimi giorni, un calo non indifferente.

Secondo Ranking The Brands l’azienda di Milano ha perso una posizione nella classifica dei migliori brand mondiali di pneumatici, passando dal quinto al sesto posto, una tra le poche nella top ten ad aver perso un posto quest’anno.

Indubbiamente ad aver pesato sui risultati di Pirelli è stata anche la decisione da parte del suo attuale numero uno, Marco Tronchetti Provera, di voler lasciare la guida aziendale nel 2107. Il cipiglio e le capacità di Provera sono sempre state importanti per Pirelli ed ora è alquanto normale che questa decisione possa aprire degli spiragli nuvolosi nel futuro dell’azienda milanese.

A questo si aggiungono anche le voci che vogliono i russi di Rosneft entrare nel capitale azionario dell’azienda. Di recente, Marco Tronchetti Provera ha liquidato Unicredit, Banca Intesa Sanpaolo e Clessidra, aziende con le quali aveva iniziato ad intavolare delle trattative in precedenza.

Quale futuro per Pirelli? L’obiettivo è di continuare a definire le strategie aziendali al fine della crescita, cercando anche di tornare ad un valore azionario di oltre 13 euro ad azione.

Lo stesso Tronchetti Provera ha fatto sapere di voler ribadire l’impegno aziendale all’interno del circo della Formula 1, dicendo che però è necessario dare una definizione ben precisa e chiare delle regole del gioco e cercare di ricostruire il legame con gli amanti di questo sport, che magari in questi ultimi anni si sono un po’ allontanati a causa di alcuni problemi che si sono avuti e di un calo dell’interesse.

 

Perché l’informatizzazione della sanità cambia tutto

La sanità sta facendo dei passi da gigante nel mondo della tecnologia. Oltre che tutta una serie di siti web come pazienti.it o dica33.it da cui gli utenti possono trovare risposta a qualunque dubbio di carattere medico e di benessere, da un po’ di tempo a questa parte si parla anche di informatizzazione della sanità, concetto che si riferisce in maniera specifica alle novità che la rete e la tecnologia portano a questo settore.

La cartella informatizzata del cliente è una delle novità più interessanti ed utili, già adottata con grande successo in paesi come la Svizzera. In buona sostanza, si tratta della cartella clinica “virtuale” del paziente, che tutti coloro che operano nel settore possono consultare per accedere più velocemente alla storia medica di un dato individuo e magari proporre più velocemente delle cure adeguate.

Come ogni cosa, anche questa presenta dei lati negativi, soprattutto quando si entra in un discorso di privacy: dato che alla cartella clinica elettronica possono accedere tutti i dottori, ha ancora senso parlare di segreto medico? In che maniera si può garantire la privacy e la protezione dei cittadini? A quali informazioni potrebbero accedere una casa farmaceutica che sta sviluppando dei nuovi farmaci oppure un’assicurazione che deve pagare un determinato premio?

Informatizzazione si, ma con cautela e con estrema attenzione. Non bisognerebbe mai sottovalutare nessun aspetto legato alla sicurezza dei dati sensibili e alla tranquillità dei pazienti, ma d’altra parte neanche dimenticare tutti i grandi vantaggi che un sistema del genere potrebbe avere, in primis per il paziente stesso.

Page 1 of 41234