Cessione d’azienda: tutti gli impicci della burocrazia italiana

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on venerdì 14 febbraio 2014 at 08:04

La cessione di azienda è una delle situazioni più tipiche del mondo del lavoro, anche in Italia. Si tratta di una situazione nella quale il proprietario di un’azienda decide (per qualunque motivo) di vendere la sua “creatura” a potenziali acquirenti.

Il processo, come si può immaginare, è molto delicato e mira a tutelare entrambe le parti.

Tra i vari “impicci” che la burocrazia italiana porta alla fase di cessione dell’azienda, la prima riguarda sicuramente la necessità di avere il contratto di vendita con firme autenticate da un notaio. Questo comporta dei costi per la prestazione del professionista.

Inoltre, dopo l’introduzione dell’IMU con il governo Monti, la legge dà maggiore rilievo al nuovo metodo di conteggio delle rendite catastali (fondamentali per calcolare quanto dovuto in termini di tale tassa) e rende nulla la cessione dell’azienda ai soli fini fiscali.

La legge italiana, inoltre, tutela il lavoratore dell’azienda ceduta. Egli può chiedere al nuovo datore di lavoro il pagamento di eventuali crediti di lavoro che derivavano dalla “vecchia gestione”. In questo caso vecchio e nuovo proprietario sono responsabili in solido. Il nuovo proprietario, inoltre, dovrà applicare in ogni caso il contratto collettivo nazionale, fino al momento della sua scadenza.

La cessione dell’azienda non è un motivo valido ai fini del licenziamento dei dipendenti se l’azienda ha più di 15 dipendenti. Da questo punto di vista c’è un‘altra necessità che potrebbe scoraggiare, in qualche modo, l’acquisto di un’azienda. Occorre, infatti, dare comunicazione scritta alle varie rappresentanze sindacali della cessione aziendale in maniera che esse possano avviare tutte le procedure di verifica necessarie alla tutela dei dipendenti.

Un ultimo appunto relativo ai debiti: l’alienante non è liberato dai debiti pregressi la vendita, tranne se i creditori vi abbiano acconsentito.

 


Le capitali del cake design nel mondo

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on martedì 11 febbraio 2014 at 08:20

Cake design che passione. Una volta era la semplice torta di mele, decorata al massimo con una spolverata di zucchero a velo, oppure torte con cialde disegnate e ciuffi di panna montata. Oggi, questi dolci, hanno lasciato il campo alle sofisticate creazioni in pasta di zucchero. Il cake design nasce in Inghilterra nel 1840, anno in cui si sposarono la regina Vittoria e il principe Alberto di Sassonia, e al cui banchetto nuziale venne proposta una torta decorata come fosse una vera scultura. Sebbene anche i francesi pretendano la paternità di questo modo artistico di decorare le torte, Londra vanta numerose attività commerciali in cui si vendono capolavori in pasta di zucchero e dove si organizzano corsi di di formazione.

Uno di questi è senza dubbio quello di Peggy Porschen, a Belgravia, Londra. La famosa cake designer, che ha fondato l’attività col marito, crea deliziose torte dal design originale, gioielli di zucchero preziosi e commestibili. Negli Stati Uniti, invece, a dettare legge in fatto di cake design è New York, grazie alla presenza della rinomata e celeberrima pasticceria Carlo’s bakery di Buddy Valastro. Il bravo pasticcere è divenuto famoso grazie a un reality che ha sdoganato le sue produzioni in tutto il mondo. Ma in America i cake designer sono tantissimi, tutti con un loro personale stile che li rende inconfondibili.

A Parigi si può fare un salto nel negozio La briochine dove il cake design ha un posto d’onore grazie alla passione di Marion Delaunay, abile pasticcera che ha studiato quest’arte dolciaria negli Stati Uniti. Anche il sol levante ha ceduto al fascino del cake design. Chi si trova a passeggiare per le vie di Tokio potrà cercare le torte della bravissima Maki, al secolo Makiko Searle che, con la sua abilità, ha fuso la creatività orientale con le tecniche di cake design americane. Ma l’Italia come ha accolto questa nuova tendenza? Esterofila, come sempre, a braccia aperte. La moda del cake design impazza in tutto lo stivale, da nord a sud. Recente la fiera di cake design a Bologna, dove si sono incontrati i migliori pasticceri del settore nazionali.


Imprese da guardare per il 2014

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on martedì 14 gennaio 2014 at 09:01

Nonostante l’avverso periodo economico che perdura già da qualche anno, ci sono alcune aziende che non hanno perduto il loro successo delle loro produzioni.
Si possono considerare come dei caposaldo per alcuni prodotti che commercializzano con un certo successo e non solo all’interno del mercato nazionale.

La Smeg di Guastalla (Reggio Emilia) può considerarsi un’azienda globale.  16 le filiali in tutto il mondo oltre due rappresentanze ed una rete capillare di distributori ha fatto del ‘made in Italy’ la sua mission soprattutto nel settore delle cucine: i frigoriferi Smeg restano il prodotto forte di gamma.

La Samsung, nata nel 1969 è uno tra i dieci brand al mondo a livello di tecnologia.  Smartphonesmart tv in high definitiontablet sono alcuni dei prodotti di punta dove l’innovazione viaggia al passo con i tempi.

La Luxottica di Agordo è divenuta con gli anni, una tra le imprese italiane citate dalla rivista ‘Forbes’ tra quelle definite importanti a livello di fatturato mondiale. Non solo lenti ed occhiali, ma un prodotto sempre curato nei materiali, frutto di ricerca, e nello stile per seguire la missione dell’italian style nel mondo.

La Diadora, azienda storica di abbigliamento sportivo, ripresa da un quasi fallimento è stata ricondizionata e rilanciata, salvaguardando tutto il suo glorioso passato e questo ad opera del suo presidente, targato Geox.

Nell’ambito del comparto agroalimentare il presidio Slow Food  pur operando come associazione ha lanciato e patrocinato manifestazioni, kermesse, corsi alimentari, atti a sensibilizzare l’opinione pubblica dei consumatori e le aziende produttrici, verso la cultura di una corretta alimentazione che tenga presente storia del territorio e delle tradizioni.

Questoè  solo un piccolo memo circa le aziende da seguire durante il 2014 per avere la riconferma del loro successo e dei traguardi che possono ancora raggiungere tramite la professionalità e l’innovazione.


Capodanno 2014: dove festeggiarlo

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on martedì 29 ottobre 2013 at 08:33

Il capodanno è uno degli eventi maggiormente attesi da persone in tutto il mondo, dato che sono tanti i luoghi dove poterlo festeggiare con gli amici o con il partner. Ecco alcuni esempi.

Amsterdam. La città olandese per l’Oudejaarsavond (Capodanno) è un tripudio di champagne e fuochi d’artificio. A mezzanotte la gente scende in piazza per festeggiare. Il conto alla rovescia per accogliere il 2014 avrà, come di consueto, luogo presso la grande piazza di fronte al Rijksmuseum di Museumplein. Le zone da visitare sono sicuramente Nieuwmarkt e Piazza Dam, dove ci sono i classici concerti di capodanno.

Budapest. Lo “szilveszter” (capodanno in ungherese) porta grandi folle nelle piazze principali della città. Dopo l’inno nazionale, la mezzanotte è ricca di fiumi di champagne, baci con altre persone e fuochi d’artificio. In piazza Vörösmarty si celebrano una tre giorni che va dal 30 dicembre al 1° gennaio, con tanti spettacoli dal vivo. I trasporti pubblici funzionano per tutta la notte del 31 dicembre.

Parigi. Una folla festante si ritrova lungo gli Champs-Elysées, da cui poter ammirare una splendida vista delle luci notturne della Torre Eiffel. Per chi cerca il divertimento “interno”, ci sono tante discoteche e ristoranti. Il giorno di Capodanno c’è la Grande Parade de Paris, con carri, bande e ballerini.

Milano. Orde di milanesi affollano le principali piazze della città per festeggiare il capodanno Milano 2014. Piazza del Duomo è il principale centro per ammirare i fuochi d’artificio.

Stoccolma. Il capodanno in questa città della Svezia si celebra solitamente a Skansen (i festeggiamenti principali si tengono ogni anno qui, sin dal 1895). Allo scoccare della mezzanotte in tutta la città ci sono festeggiamenti e banchetti a base di pesce nei vari ristoranti.


Ingegneria Finanziaria, il caso Pirelli-Camfin

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on giovedì 12 settembre 2013 at 14:53

Suscita ancora curiosità e polemiche il caso Pirelli Camfin. A poche ore dalla chiusura dell’Opa, 13 settembre 2012, gli animi non si placano. Consob continua le indagini sul prezzo dell’Opa su Camfin promossa da Lauro 61, newco partecipata da Marco Tronchetti Provera, Unicredit, Intesa Sanpaolo e famiglie Acutis, Rovati. Il caso è scoppiato quando è stato contestato il prezzo di 0,8 euro corrisposto a Malacalza per i titoli Camfin ceduti. Secondo le accuse tale prezzo sarebbe stato ribassato per agevolare l’acquisto da parte della newco che, d’altro canto, respinge recisamente le accuse.

Singolare però è l‘ulteriore manovra finanziaria compiuta dalla famiglia di imprenditori genovesi che, contestualmente, sono riusciti ad acquistare quote della Pirelli. Si parla di un interessante 6,98% venduto da Allianz e Fondiaria Sai, che secondo quanto sostengo i ben informati, avevano già espresso informale desiderio di uscire dalla holding. Le quote sono state acquistate quindi da Malacalza per 7,8 euro per azione, un prezzo piuttosto conveniente, – 12,5% rispetto al prezzo di chiusura della giornata che era stato di 8,915 euro.

Tutte queste operazioni hanno destato non pochi sospetti e le accuse non mancano. Si palesa lo spettro di un accordo segreto tra i due rivali finanziari Tronchetti Provera e Malatesta, ma naturalmente le parti citate in causa negano adducendo motivazioni abbastanza plausibili. Anche La Repubblica, entrata in contenzioso con Tronchetti Provera, ipotizza una sorta di scambio di azioni Camfin Pirelli.

Tronchetti Provera e Unicredit avrebbero così promosso la vendita a prezzo ribassato delle azioni Pirelli da parte di Allianz e Fondiaria Sai a favore di Malacalza Investimenti, che ora partecipa dunque direttamente in Pirelli, con l’unico scopo di mantenere più basso il costo dei titoli dell’Opa. Un ragionamento macchiavellico e tanto intricato ma che, a mente fredda, corrisponderebbe a un semplice “do ut des”. Gli organi preposti dovranno quindi stabilire se e quanto ci sia di vero in queste ipotesi e nel caso prendere i giusti provvedimenti.


Formazione online agenti immobiliari

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on sabato 13 luglio 2013 at 10:35

Una delle professioni più in voga in questi ultimi anni, assieme all’assicuratore, è certamente l’agente immobiliare.

Vi chiederete perché e la risposta è molto semplice, praticamente chiunque può diventarlo, non è una professione che necessiti di una conoscenza tecnica elevata e vi offre la possibilità di guadagnare buon denaro anche in poco tempo se vi dimostrerete capaci nella vostra professione. Riuscire però a vendere una casa o anche solamente ad affittarla in un periodo di crisi come questo non è certamente tra le cose più facili che si possano trovare però certamente il mercato si muove e può essere sfruttato, visto che l agente povera è certamente sempre più povera, ma in ogni caso la gente ricca continua ad esserci e di conseguenza anche il mercato immobiliare si muove di continuo.

Grazie ad Internet ora seguire un corso per divenire agente immobiliare è anche più semplici e si potrà imparare a divenire mediatori di un affare immobiliare in poco tempo e stando comodamente a casa propria. I corsi professionali durano in media dai 2 ai 6 mesi, in realtà però la Rete offre la possibilità di seguire corsi anche di solo 80 ore. Comunemente i giovani dinamici e che abbiano voglia di farsi vedere sono i soggetti migliori. Attraverso i corsi si imparerà la legislazione in merito alla professione stessa di mediatore, basi del diritto civile, di diritto tributario, si affinerà la conoscenza di contabilità generale e anche di ragioneria, oltre a studiare i mercati e le merci e basi di carattere socio-economico. La fine del corso sarà l’esame finale alla Camera di Commercio, per poi poter esercitare la professione.


La reinvenzione dell’area garibaldi Varesine

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on giovedì 13 giugno 2013 at 07:54

Ambizioso e nello stesso tempo rivoluzionario è stato il progetto di riqualificazione e trasformazione di un’enorme area fatiscente di Milano, che va dalla zona Garibaldi a Varesine.

Ma è stato portato a termine con successo ed entro i tempi previsti. Si tratta di una serie di aree che per anni sono state abbandonate e che abbracciano almeno 350.000 metri quadrati della superficie della città. E si trovano proprio nel cuore di Milano.  Il giovane ingegnere Manfredi Catella è stato l’uomo che si è occupato dell’impresa titanica,  trasformando questa parte fatiscente del centro di Milano, su incarico dell’amministratore delegato di Hines Italia, da zona degradata a dinamico centro di sviluppo d’avanguardia. Il duomo del business è stata battezzata questa costruzione.

La visione d’insieme dell’area è oggi omogenea, multifunzionale, organica ed esteticamente di enorme impatto. Sono stati investiti oltre due miliardi di euro nel progetto, ma la scommessa è stata vinta. Del resto la Hines, celebre società di intermediazione immobiliare, famosa in tutto il mondo, non ha mai sbagliato uno dei suoi 680 progetti realizzati sul pianeta.

Dopo aver unificato i vari rami di proprietà dell’immensa area e  portato a termine un difficoltoso e complesso progetto avveniristico, si è trattato di realizzarlo nella pratica. Non è stato facile organizzare il lavoro proprio al centro di Milano, usufruendo di pochissimo spazio a disposizione e con le aspettative e le pretese dell’ingegnere Catella, ma il lavoro complessivo è stato organizzato nei minimi dettagli.

Ad un’armoniosa edilizia privata si affiancano ora le essenziali attività culturali, gli uffici regionali e comunali e le nuove strade e aree verdi che hanno ridisegnato il volto di Milano.

 


Un evento mondano per vendere casa, all’americana: a chi rivolgersi ?

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on mercoledì 8 maggio 2013 at 08:12

Nel campo della vendita o dell’affitto di abitazioni, accade sempre più spesso anche in Italia un fenomeno già ben noto in America ed in Gran Bretagna: organizzare un apposito evento per mostrare la casa ai possibili acquirenti.

Il padrone di casa provvederà ad offrire un rinfresco ed allo stesso tempo coinvolgerà gli ospiti in una visita della propria abitazione, fornendo informazioni in modo più piacevole ed informale rispetto alle classiche visite a cui si è abituati.

Ovviamente si tratta di un evento che richiede un investimento monetario, per cui va organizzato alla luce dell’ottimizzazione in termini di risultati. Come ottenere però un simile risultato?

Esiste da poco anche in Italia un servizio molto comune nei paesi anglofoni, e cioè l’home staging. In sostanza, esso è un servizio personalizzato attraverso il quale la casa viene sistemata nel modo migliore possibile affinché ne vengano messi in luce i lati migliori.

Qualora si voglia infatti seguire un modello di vendita “all’americana”, è opportuno rivolgersi ad uno specialista che ne sappia vedere le prospettive e le qualità più appetibili per un acquirente: una prima ricerca può essere fatta su siti specializzati come OrganizzazionediEventi.com o StagedHomes.it . Modificare l’ubicazione di mobili, eliminare suppellettili superflui, riordinare uno spazio od aggiungere un dettaglio come una tenda o uno specchio possono costituire momenti importantissimi per rendere più piacevole il vostro spazio abitativo.

Ciò che può venir considerato in prima impressione un lavoro semplice, è in realtà frutto di una grande esperienza: si sa che vivere a lungo in un ambiente ne soggettivizza la percezione e impedisce di coglierne le vere qualità oggettive, soprattutto alla luce di una presentazione ad estranei e quindi di una vendita. Di conseguenza, soltanto un occhio allenato ed esterno potrà compiere le operazioni di riorganizzazione che tale lavoro richiede.

Una presentazione adeguata del proprio immobile permetterà non soltanto di risparmiare il tempo necessario a trovare il giusto acquirente, ma soprattutto fa conseguire l’ulteriore vantaggio di incrementare la valutazione economica della propria abitazione.

 

 


Il boom dei siti di recensioni turistiche

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on martedì 23 aprile 2013 at 14:27

La rete, in questi anni, si è confermata strumento dalle mille potenzialità, indispensabile per chi necessità di accedere a notizie complete in un lampo. Nel settore del turismo l’avvento del web 2.0 ha coinciso con il boom dei motori di ricerca: dai siti dedicati alla ricerca di voli low cost arrivando ai siti finalizzati alla ricerca di un hotel le schiere di raccoglitori e comparatori di servizi sono cresciute smisuratamente negli anni, divenendo una realtà acquisita e alternativa all’agenzia di viaggi tradizionale.

Ma il web non smette di stupire e l’evoluzione ci porta verso nuovi orrizzonti, unendo il diletto alla divulgazione e lo scambio di informazioni, anche nel campo del turismo: nascono i Social Travelling.

Il fenomeno dei Social Travelling si presenta sulla rete italiana qualche anno fa e si conferma, ad oggi, in continua ascesa.
Si tratta di communities a tema, che mettono insieme gli amanti dei viaggi.
Gli utenti possono riportare le proprie esperienze di viaggio, scambiarsi consigli su itinerari o trovare compagni di avventure.
I Social Travelling diventano così strumenti preziosi per chiunque voglia essere sicuro di scegliere la tappa giusta, senza poi imbattersi in cattive sorprese; o per chiunque abbia in mente una destinazione e voglia dividere le spese con qualcuno.

I siti si presentano come diari di viaggio, dove è possibile recensire mete turistiche, hotel e b&b, aggiungendo foto e lasciendo consigli agli altri visitatori. In molti di questi, attraverso un motore di ricerca interno, è anche possibile, selezionando la città, cercare alloggi, ristoranti o voli.
Una sorta di consulenza sempre a portata di mano.

Alcuni esempi sono rappresentati da siti quali MatchTrip, che con una grafica intuitiva e accattivante, consente agli utenti di interagire attraverso un programma di messaggistica privata, offrendo la possibilità di fare nuove amicizie con persone che condividono lo stesso amore per i viaggi; o Tripwolf, attraverso cui è possibile mettere insieme una rete virtuale di compagni di avventure, con i quali poter condividere esperienze e indicazioni; o Planely, interessante risorsa che permette, inserendo il numero del nostro volo, o la prenotazione del nostro albergo, di conoscere chi ci siederà accanto in aereo o con chi condivideremo parte del nostro viaggio.


Come è cambiato il mercato immobiliare con l’avvento del web marketing

Posted under Notizie e aggiornamenti di admin on giovedì 7 marzo 2013 at 14:38

Il mercato immobiliare è sempre stato molto importante, soprattutto in un paese come il nostro in cui è molto diffuso il pensiero che il “mattone” sia l’unico investimento sicuro.

Naturalmente però da qualche anno a questa parte internet ha modificato in maniera sostanziale anche il mercato degli immobili.

Difatti adesso la tendenza per chi compra, vende, cerca una casa in affitto o la propone è quella di utilizzare per prima cosa la rete, e non è un trend solo deigiovani e giovanissimi, ma anche di una cospicua percentuale di persone comprese tra i 40 e i 55 anni.

Internet si rivela un ottimo strumento per la ricerca di diverse soluzioni abitative, e inoltre permette di confrontare proposte differenti, valutare in pochi click prezzoposizione e stato di un edificio o di un alloggio.

Certo è che nella quasi totalità dei casi gli acquirenti utilizzano il web unicamente per una scrematura iniziale delle possibili offerte, e concludo l’affare solo dopo aver visitato personalmente l’immobile da loro scelto e aver trattato con l’agenzia o il privato dal vivo.

Questo comportamento è comprensibile, anche perché solitamente l’acquisto e la vendita d’immobili portano al movimento di somme di denaroconsiderevoli, e la rete non ha raggiunto un grado di affidabilità sufficiente per far sentire sicure le parti interessate da queste transizioni. Inoltre la grande maggioranza di chi cerca una casa tende a volerla vedere di persona, poiché foto e video spesso non riescono a dare un idea realistica dell’ambiente.

Certo è che la prima impressione ormai avviene quasi sempre online. Quindi gli agenti immobiliari e i privati si stanno specializzando sempre di più nel costruirepagine accattivanti e che invoglino gli utenti a richiedere ulteriori informazioni. Gli adetti del settore si trovano così a dover costruire annunci che caturino l’attenzione in pochi secondi.

Senza dubbio requisito fondamentale per considerare ben costruito un annuncio sono le foto e i video. Nella norma devono essere presenti le foto di tutti gli ambienti, per ottenere una buona resa è meglio avere due o tre foto di ogni stanza e magari un breve video che permette di fare un tour virtuale dello stabile.

Inoltre la qualità deve essere discretamente alta, poiché foto pessime possono far sembrare gli ambienti peggiori di quello che sono.

Le agenzie inoltre tendono sempre più spesso ad allargare il loro bacino di utenza sfruttando i siti di annunci, che però utilizzano molto il sistema dei feedback per il posizionamento dei risultati, dunque internet ha anche portato una maggiore componente meritocratica nel mercato degli immobili, poiché i venditori che maggiormente riescono a soddisfare le richieste dei clienti si trovano più facilmente in testa alle ricerche.

Quindi anche i compratori sono spesso avvantaggiati data la maggior offertaanche se come spesso accade nel marketing una maggior offerta può esserepericolosa, poiché può portare ad un abbassamento della qualità.

Nel caso in cui siate anche voi in cerca di un modo nuovo di vendere o comprare vi consigliamo di visionare questi siti di immobili, considerati tra i più affidabiliti e con maggior visibiltià:

-http://www.casa.it/

-http://www.casaclick.it/

-http://www.immobiliare.it/

-http://www.solocase.it/

 


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