Capodanno 2016: il meglio in tutta Italia 

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on giovedì 17 dicembre 2015 at 20:54

concertiCapodanno è un evento unico nel suo genere: salutare il vecchio anno ed accogliere il nuovo sperando che sia ancora migliore, divertirsi in maniera sfrenata con gli amici, con la famiglia o con il partner, davvero il top del top. Quali sono gli eventi in tutta Italia a cui poter prendere parte per vivere un 31 dicembre da non dimenticare? (more…)


L’arredamento shabby chic: tutto quel che devi sapere

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on martedì 3 novembre 2015 at 12:29

shabby-chicNon avete mai sentito parlare di arredamento Shabby Chic? Peccato, perché si tratta di un modo di arricchire la propria casa di mobili di alta qualità, belli da vedere e da usare. (more…)


L’Italia e il suo amore per l’ippica

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on mercoledì 23 settembre 2015 at 06:41

animal-107806_1280La storia dell’ippica in Italia ha radici antiche che attraversano 4 secoli: è alla fine del ‘700, infatti, che possiamo far risalire la storia di questo sport che, ancora oggi, non manca di appassionare migliaia di persone in tutto lo stivale.

I primi passi in questo mondo sono stati compiuti da Vittorio Amedeo II, duca di Savoia, che aveva fatto arrivare alcuni cavalli da Annecy per conto del Conte Benso di Cavour. Questi puledri avevano come obiettivo quello di migliorare la razza di quelli già in possesso del Conte.

Le corse ippiche sono iniziate a diventare famose dall’inizio dell’800, con i nobili che si sfidavano al galoppo. Il primo “ippodromo” non ufficiale, su viali sterrati, fu quello dove si trova l’attuale Corso Buenos Aires.

Nel 1846 le corse di cavalli si spostano fino a Bologna, dove si svolgono le corse “a sedioli”, una delle prime versioni dei moderni “sulky”.

Nel 1855 a Torino nasce il primo periodico italiano dedicato all’ippica, il “Giornale della Società Nazionale delle Corse”.

E’ datata 1881 la nascita del Jockey Club d’Italia, e 1892 quella della Società degli Steeple Chases d’Italia.

Dalla fine del XIX secolo e all’inizio del XXI vediamo la nascita di diversi ippodromi, da Milano a Torino, da Pisa a Firenze, da Napoli fino a Grosseto.

Nel corso degli anni ’50 l’ippica ha avuto tutta una serie di finanziamenti vantaggiosi con la Mangelli e sono diventati sempre più famosi diverse corse tenute in varie città italiane, una su tutte il Palio di Siena, le cui origini risalgono invece al 16° secolo.

Una prima rivoluzione c’è nel 1996 nel campo delle scommesse, con la Sogei che riesce ad ottenere la gestione del totalizzatore ippico.

Il 1998 è l’anno di Varenne, cavallo del 1995, che vince il Derby di trotto di Zenzalino di Copparo sconfiggendo Viking Kronos. Si tratterà del puledro più famoso al mondo, ancora oggi il più veloce di tutti.

Internet ha rivoluzionato ancora di più il mondo dell’ippica e ha portato alla nascita di vari portali web dedicati. Tra essi ce ne sono alcuni meritevoli di menzione, tra cui il miglior sito di scommesse cavalli, corse cavalli, dove poter trovare informazioni aggiornate, e il portale ippica.biz, che anche fornisce info costanti agli amanti del settore.


Ricette estivi imperdibili

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on martedì 16 giugno 2015 at 06:32

D’estate non si ha sempre voglia di mangiare, è un dato di fatto. Vuoi per il caldo, vuoi perché non si ha proprio voglia di mettersi ai fornelli, mangiare diventa un po’ un dilemma.

Ecco, per chi non fosse soddisfatto, una bella selezione di ricette estive aiuta tantissimo a trovare cosa far da mangiare per tutta la famiglia, sia a pranzo che a cena.

Iniziamo dall’antipasto, con la più classica caprese: pomodoro e mozzarella tagliati a fette, basilico, olio extravergine di oliva e un pizzico di sale a condimento. Nulla di più per gustare una ricetta che ha davvero dell’incredibile.

Veniamo ora ai primi e proponiamo due alternative, entrambe freschissime. La prima rimane in tema con l’antipasto, ovvero pasta con pomodorini pachino e mozzarella. Entrambi gli ingredienti vanno tagliati a cubetti, conditi con sale, basilico fresco e olio. Una volta che la pasta è pronta la si condisce e si può gustare.

La seconda verte sul riso, alimento eccellente sia in estate che in inverno. Durante la calura dei mesi estivi non possono mancare le fresche insalate di riso, che possono essere preparate sia usando dei condimenti appositi (come il Condiriso) che recuperando un po’ quello che si ha in casa: wurstel, pomodori, carote, maionese (meglio se fatta in casa) e tutto quello che può mai venire in mente.

Tra i secondi piatti vediamo questa bellissima insalata di pollo, una ricetta veloce ed unica. Tutto quello che bisogna fare è preparare del petto di pollo alla piastra (no olio per avere una ricetta ancora più leggera, mi raccomando), da mischiare con insalata, carote, pomodori, mais e peperoni freschi.

Tra i dolci freddi, invece, vediamo la bavarese e la zuppa inglese. Entrambe sono freschissime e gustose (se avete paura di ingrassare, perché non provate questa zuppa inglese light?).

Chiudiamo, ovviamente, con un caffè freddo e con un limoncello appena tirato fuori dal congelatore.

Il caldo non vince con le migliori ricette estive, un must perfetto da giugno ad agosto.


Cucina Francese e cucina italiana a confronto, pro e contro

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on giovedì 14 maggio 2015 at 11:08

Quando si parla di cucina sono essenzialmente due le “scuole” che vengono subito in mente: quella francese e quella italiana. Quale delle due, però, è la migliore in assoluto? Quale è quella che ci “regala” il maggior numero di piatti gustosi e saporiti? Un confronto difficile, vediamo i pro e i contro di entrambe.

La cucina francese è caratterizzata da uno stile unico, da piatti assolutamente saporiti e al tempo stesso sani. In maniera particolare la novelle cuisine, quello stile culinario nato oltr’Alpe nel corso degli anni ’60 e ’70, si focalizza molto sulla bellezza dei piatti oltre che sul loro sapore. Possiamo senza dubbio dire che questo stile è il primo al mondo in termini di cura dei dettagli, tanto da aver influenzato anche altre cucine (tra cui quella italiana).

Il contro dei piatti francesi è che spesso sono ricchi di sale, salse e grassi. Ciononostante non è particolarmente difficile riuscire a trovare dei piatti salutari in Francia grazie all’ampia varietà di scelta. Uno su tutti è la ratatouille.

Venendo ora in Italia ed analizzando i nostri piatti tipici possiamo senza dubbio dire che “la salute viene prima di tutto”. I vantaggi della dieta mediterranea sono noti ovunque e l’Italia la rispecchia al 100%.

Tra olio extravergine di oliva, poche salse e condimenti sempre genuini, il cibo italiano è quanto di meglio si possa trovare per rimanere il forma.

Tra i migliori piatti italiani vediamo la pizza, nata a Napoli e oggi conosciuta ovunque, la pasta (come la fanno da noi non la fanno in nessun’altra parte del mondo) e la mitica “caprese”, un tripudio di mozzarella e pomodoro conditi con un filo di olio e basilico fresco.

E’ onestamente difficile trovare dei contro alla cucina italiana (e non solo perché siamo italiani). La varietà di ricette regionali che è possibile mettere in pratica anche a casa, la bontà degli ingredienti e il fatto che è possibile trovare dei ristoranti italiani praticamente in ogni città del mondo, rendono la nostra cucina la più amata di tutte.

Se proprio dobbiamo dare un voto, diciamo che l’Italia vince, a tavola, per 1-0 .


L’Italia in tavola. I cibi che ci rendono famosi nel mondo

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on lunedì 9 marzo 2015 at 07:59

L’Italia non è solo “pizza” e “mandolino” agli occhi delle persone che vivono all’estero. Sul nostro paese ci sono tantissimi luoghi comuni che è difficile sfatare, ma una cosa è vera: siamo rinomati, a ragione, per la nostra cucina.

Tutto questo è grazie ad una serie di cibi che ci hanno “copiato” e hanno portato all’estero, a cominciare dal risotto, originario del Piemonte. E’ preparato con il riso, ma quello vero ha una consistenza tipica che lo rende amalgamato ma non troppo asciutto, morbido ma non troppo liquido (altrimenti si finirà per avere solo una zuppa di riso). All’estero il risotto si vende spesso in buste preconfezionate, più facili da preparare.

Rimanendo tra i primi vediamo anche gli spaghetti. E’ vero che la pasta non è italiana, bensì cinese, ma nel nostro paese è stata ideata la forma dello spaghetto. La tradizione vuole, infatti, che questa tipologia di pasta venne pensata per la prima volta nel corso del 12° secolo nella parte sud del nostro paese.

Non possiamo non citare la pizza. Nata a Napoli, oggi questo alimento è realizzato con combinazioni di ingredienti diverse dall’originale (che era la Margherita, fatta con pomodoro, mozzarella e basilico) ma è sempre ben apprezzato. All’estero la fanno anche più spessa di quella classica italiana e “filled”, ovvero con il bordo rigirato su se stesso e riempito di mozzarella, peperoni, salsiccia e altro.

La mozzarella. Uno dei formaggi più versatili della cucina italiana, la mozzarella ha origine in Campania. Dalla mozzarella fior di latte, realizzata con latte di mucca, fino a quella di bufala, questo ingredienti può essere mangiato da solo, in compagnia di altri ingredienti (come i pomodori) o servire da base per piatti più o meno sofisticati (come la pizza, appunto).

Parmigiano reggiano, un altro dei formaggi classici della tradizione italiana. Realizzato nella zona di Parma, Reggio, Bologna e Modena, questo formaggio ha un gusto molto particolare ed è un ingrediente fondamentale in tante ricette italiane, sia di primi che di secondi piatti.

Chiudiamo con la Mortadella, originaria di Bologna. Si tratta di carne di maiale e cubetti di grasso, viene solitamente venduta anche con all’interno olive o pistacchi.


Pirelli: un 2014 da dimenticare?

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on martedì 20 gennaio 2015 at 07:29

Il 2014 per Pirelli non è stato sicuramente un anno tra i migliori. Nonostante sia ancora una delle marche leader di pneumatici nel nostro paese e all’estero, anche grazie al fatto di essere unica fornitrice di pneumatici per la Formula 1, per l’azienda guidata da Marco Tronchetti Provera l’anno che si sta appena concludendo non è andato sempre liscio.

Dal punto di vista delle azioni, ad esempio, abbiamo visto in questo 2014 un picco attorno ad un valore di 13 euro per azione toccato verso la fine di gennaio e un valore attorno ad 11 euro in questi ultimi giorni, un calo non indifferente.

Secondo Ranking The Brands l’azienda di Milano ha perso una posizione nella classifica dei migliori brand mondiali di pneumatici, passando dal quinto al sesto posto, una tra le poche nella top ten ad aver perso un posto quest’anno.

Indubbiamente ad aver pesato sui risultati di Pirelli è stata anche la decisione da parte del suo attuale numero uno, Marco Tronchetti Provera, di voler lasciare la guida aziendale nel 2107. Il cipiglio e le capacità di Provera sono sempre state importanti per Pirelli ed ora è alquanto normale che questa decisione possa aprire degli spiragli nuvolosi nel futuro dell’azienda milanese.

A questo si aggiungono anche le voci che vogliono i russi di Rosneft entrare nel capitale azionario dell’azienda. Di recente, Marco Tronchetti Provera ha liquidato Unicredit, Banca Intesa Sanpaolo e Clessidra, aziende con le quali aveva iniziato ad intavolare delle trattative in precedenza.

Quale futuro per Pirelli? L’obiettivo è di continuare a definire le strategie aziendali al fine della crescita, cercando anche di tornare ad un valore azionario di oltre 13 euro ad azione.

Lo stesso Tronchetti Provera ha fatto sapere di voler ribadire l’impegno aziendale all’interno del circo della Formula 1, dicendo che però è necessario dare una definizione ben precisa e chiare delle regole del gioco e cercare di ricostruire il legame con gli amanti di questo sport, che magari in questi ultimi anni si sono un po’ allontanati a causa di alcuni problemi che si sono avuti e di un calo dell’interesse.

 


Perché l’informatizzazione della sanità cambia tutto

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on martedì 25 novembre 2014 at 09:43

La sanità sta facendo dei passi da gigante nel mondo della tecnologia. Oltre che tutta una serie di siti web come pazienti.it o dica33.it da cui gli utenti possono trovare risposta a qualunque dubbio di carattere medico e di benessere, da un po’ di tempo a questa parte si parla anche di informatizzazione della sanità, concetto che si riferisce in maniera specifica alle novità che la rete e la tecnologia portano a questo settore.

La cartella informatizzata del cliente è una delle novità più interessanti ed utili, già adottata con grande successo in paesi come la Svizzera. In buona sostanza, si tratta della cartella clinica “virtuale” del paziente, che tutti coloro che operano nel settore possono consultare per accedere più velocemente alla storia medica di un dato individuo e magari proporre più velocemente delle cure adeguate.

Come ogni cosa, anche questa presenta dei lati negativi, soprattutto quando si entra in un discorso di privacy: dato che alla cartella clinica elettronica possono accedere tutti i dottori, ha ancora senso parlare di segreto medico? In che maniera si può garantire la privacy e la protezione dei cittadini? A quali informazioni potrebbero accedere una casa farmaceutica che sta sviluppando dei nuovi farmaci oppure un’assicurazione che deve pagare un determinato premio?

Informatizzazione si, ma con cautela e con estrema attenzione. Non bisognerebbe mai sottovalutare nessun aspetto legato alla sicurezza dei dati sensibili e alla tranquillità dei pazienti, ma d’altra parte neanche dimenticare tutti i grandi vantaggi che un sistema del genere potrebbe avere, in primis per il paziente stesso.


Il dipendente a tempo indeterminato: una figura in via d’estinzione?

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on lunedì 6 ottobre 2014 at 08:00

E’ indubbio che la figura del dipendente sia cambiata rispetto a qualche tempo fa. Oggi sono sempre di meno coloro che possono vantare un contratto di lavoro a tempo indeterminato e, in ogni caso, anche averlo non significa certamente avere la certezza di poter lavorare nella stessa azienda fino alla pensione. Una delle figure di contratto che si sta diffondendo in maniera sempre maggiore è quella del tempo determinato o atipico, ovvero un contratto avente una certa durata che va da pochi mesi fino ad alcuni anni.

Tale contratto di lavoro favorisce la flessibilità del lavoro, la quale ha l’obiettivo di migliorare la disoccupazione e farla diminuire. Quando si parla di lavoro flessibile, dal punto di vista del dipendente si ha principalmente la visione di un posto di lavoro “a scadenza”, al termine del quale non si sa se si potrà continuare ancora a lavorare per la stessa azienda, mentre dal punto di vista aziendale significa una maggiore libertà di organizzare la propria forza lavoro come meglio si crede, anche in base a periodi di maggiore o minore richieste di commesse e lavori.

Indipendentemente da tutto, il dipendente conserva in ogni caso le sue tutele, da quelle in termini di disoccupazione fino a quelle relativamente a prestiti e finanziamenti, che rimangono ancora vantaggiosi e convenienti, soprattutto se chiesti ad aziende specializzate come Tutto Dipendenti.

Il futuro sembra dunque tracciato, nel senso che il lavoro a tempo indeterminato è una “specie in via d’estinzione”, nell’attesa che si diffonda in maniera sempre più forte il contratto a tempo determinato, il vero futuro del nostro mercato del lavoro.


Gli indicatori della crisi

Posted under Notizie e aggiornamenti by admin on giovedì 21 agosto 2014 at 08:37

La crisi economica è tutto intorno a noi, si “respira” e si vive nel quotidiano, con un numero sempre maggiore di negozi che vengono chiusi. Si parla tanto di crisi, anche in TV, ma cos’è la crisi? Come la si fa a riconoscere e quali sono gli indicatori che ci possono far parlare di crisi economica?

L’aumento della disoccupazione è indubbiamente il primo e forse più importante indicatore economico. L’incremento del numero di persone che è senza un lavoro è indice che l’economia non va a pieno regime e che sempre più aziende sono costrette a ridimensionarsi per poter andare avanti.

Un altro indicatore è sicuramente legato al “mattone”, ovvero le case, la cui vendita rallenta perché sono sempre di meno le persone che possono riuscire ad ottenere un mutuo (oppure sono sempre di meno le persone che si sentono sicure nell’ottenerlo, considerando che un prestito di questo genere impegna per i prossimi anni a dei rimborsi fissi mensili decisamente importanti). Lo stesso discorso vale ovviamente anche per i finanziamenti “meno impegnativi”, come quelli per acquistare un’auto o una vacanza, siano essi prestiti a protestati o concessi a persone che non hanno mai avuto problemi di credito fino ad ora.

Legato a questo discorso c’è anche il fatto che le banche concedono meno finanziamenti (si dice che “chiudono i rubinetti del credito”) sia a privati che ad aziende, il che ha un effetto a catena sulla liquidità delle imprese, che non possono spendere o investire, con conseguente effetto negativo sulla produttività, che non aumenta e che non riesce a far diminuire l’occupazione.

Ecco, siamo tornati al primo punto e il cerchio si chiude. Gli indicatori della crisi sono diversi, come abbiamo potuto vedere, mentre sono ancora più numerosi le conseguenze che la crisi stessa ha a livello sociale, tra generazioni perdute e persone che cadono in depressione.


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