Italia: ancora la patria mondiale del cibo?

Italia e buon cibo, un binomio indissolubile. Alcuni dei più noti prodotti celebri del mondo del “food”, come la mozzarella Galbani, il parmigiano Reggiano, il lievito PaneAngeli, prosciutto di Parma e la pasta De Cecco, sono sempre sulla cresta dell’onda in questo settore, offrendo dei prodotti di assoluta qualità.

Peccato che non sia esattamente così e infatti alla domanda “L’Italia è ancora la patria mondiale del cibo?”, purtroppo non si può più dare una risposta precisa. Anzi, secondo alcune classifiche, come quella di Oxfam, il belpaese non è più in testa alla classifica che premia la qualità del cibo consumato dai suoi cittadini, battuto da stati come Olanda, Francia e Svizzera. La strada da fare per tornare in testa alla classifica del “mangiar bene” è ancora lunga.

Il problema principale del nostro paese è il costo della qualità del cibo consumato: prezzi alti e crisi economica che impazza rendono sempre più difficile, per le famiglie italiane, avere a tavola prodotti di prima qualità. Praticamente, i nostri supermercati ci propongono il prodotto perfetto da consumare, ma spesso le mamme di famiglia sono costrette a lasciarlo lì ed optare per delle alternative, altrimenti il bilancio non quadra.

Mangiare bene non è un’alternativa, poiché ne va della nostra salute, e quando si scelgono prodotti di bassa qualità è un po’ come “farci del male”. I grandi “brand” lo sanno e per questo motivo cercano di mettere a disposizione dei prodotti di qualità a prezzi il più accessibile possibile. Questo, oltre che l’affidarsi ai più noti marchi, come la già citata Galbani, garantisce, sulla propria tavola, prodotti che ci permettono di mangiare bene e stare in salute.