pirelli_p4

Marco Tronchetti Provera: svendita ai cinesi?

E’ storia dello scorso anno che Pirelli, il sesto gruppo industriale italiano, è stato venduto ai cinesi di ChemChina, gigante orientale che opera, come si può intuire dal nome, nel settore della chimica. Il numero uno dell’azienda con sede nel capoluogo lombardo, il milanese Marco Tronchetti Provera, ha lavorato per mesi relativamente a questa cessione, cercando di “strappare” un accordo che potesse essere conveniente per Pirelli e che potesse mettere al sicuro da qualunque tipologia di problema futuro i dipendenti.

Pirelli è stata fondata nel 1872 dall’ingegnere Giovanni Battista Pirelli, oggi è controllata da Camfin, che ha il 26% delle quote, che a sua volta è divisa tra la Rosneft e alcuni azionisti italiani come lo stesso Tronchetti Provera, Unicredit Banca e San Paolo Banca.

Una delle domande più naturali e importanti che ci viene in mente quando pensiamo a questo accordo è se la vendita di Pirelli è stata veramente conveniente per l’impresa milanese e se mette davvero al sicuro i suoi lavoratori.

L’a.d. Pirelli Tronchetti Provera ha sempre sostenuto la sua decisione e ha affermato che la vendita rappresenta una eccellente opportunità per il gruppo industriale ex-italiano relativamente a crescita e stabilità.

Tronchetti Provera, che è alla guida di Pirelli da 24 anni in questo 2016, rimarrà in testa all’azienda ancora fino al 2021 e questo potrebbe essere un elemento chiave del successo della vendita stessa e del futuro aziendale.

Ren Jianxin, fondatore e presidente di Chemchina, si è detto davvero lieto di poter collaborare con Pirelli e con Tronchetti Provera, e l’obiettivo comune dei due è chiaro: avere la competenza e le disponibilità economiche per diventare uno dei primi gruppi industriali italiani.

Non sono state invece rilasciate dichiarazioni in merito ai debiti legati a questa operazione. Il Sole 24 Ore qualche tempo fa aveva parlato di un finanziamento pari a 7,5 miliardi di euro, metà dei quali dovranno essere versati in seguito da Unicredit Banca. A questo bisogna aggiungere il valore del rifinanziamento di Pirelli.

Per concludere la nostra analisi economica, chiudiamo dicendo che c’è l’idea di far tornare Pirelli in borsa entro 4 anni dalla vendita a ChemChina (dunque entro il 2019), il che significa più opportunità, per l’azienda, di acquisire più facilmente denaro per crescere e svilupparsi.

Have something to say?

(No worries, we will keep your email safe! Also, make sure you fill in email and name fields before posting a comment.)

*